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Ai
bambini passeggiando lungo l'anello del vecchio
porto, si racconta la fantastica, orrida storia di
una spaventosa prigione di donne, arroccata
proprio sul quel brullo isolotto per isolare
definitivamente le sciagurate dal resto del mondo.
Agli occhi disincantati di un adulto il decrepito
rudere che si erge nel punto più alto dell'isola,
tutto sembra, invero, tranne che una prigione, ed
infatti si tratta di quel che resta di una torre
di avvistamento, parte del macchinoso quanto poco
efficace sistema difensivo inaugurato nel
Cinquecento in Sicilia. |
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A
questa torre, detta "di fuori" ne
corrispondeva un'altra, quella "di terra", di
forma circolare, che ancora si può osservare a sinistra
del paese e che costituisce la più antica emergenza
architettonica del luogo.
Un'altra leggenda, che unisce le vicende di Isola delle
Femmine a quelle della vicina Capaci, vuole che il nome
dell'isoletta derivi dalla presenza qui, in tempi
remotissimi, di una minuscola comunità di donne turche,
condannate all'esilio dai loro stessi congiunti per una
non specificata colpa. Per anni le disgraziate vissero
sull'isoletta nella torre da loro stesse costruita, fin
quando i parenti, pentiti del proprio gesto, le
raggiunsero per fare pace. |
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Decisa a ricomporsi, la
piccola colonia si trovò a fare i conti con la
ristrettezza dello spazio a disposizione e decise di
spostarsi sulla terraferma, dove fondò il nuovo paese
di Capaci. Effettivamente anche la storia crea un legame
fra Capaci ed Isola delle Femmine, ma lo basa su
interessi economici: furono i pescatori di Capaci,
infatti, che si recavano nel braccio di mare antistante
Isola per pescare i tonni, a creare il primo nucleo
della futura cittadina, realizzando una tonnara in piena
regola alla quale appoggiarsi nel periodo di passaggio
dei grossi pesci.
All'ombra della tonnara sorse più tardi una chiesetta
ad uso dei pescatori e per lungo tempo, a causa della
paura dei pirati che saccheggiavano i paesi della costa,
insieme alla già nominata torre di avvistamento queste
due furono le uniche costruzioni nel territorio isolano.
Al principio dell'Ottocento, finalmente, pur essendo
caduta in disuso la tonnara, i primi pescatori diedero
vita al nuovo borgo marinaro che nel 1855, staccatosi da
Capaci, divenne Comune autonomo. Circa un secolo più
tardi, dopo un periodo di spopolamento dovuto alla
massiccia emigrazione negli Stati Uniti, dove si
raccolsero nella folta comunità di Pittsburgh, Isola
delle Femmine riprese a crescere, acquistando l'attuale
fisionomia di centro balneare. Naturalmente il turismo
non è l'unica attività economica: fabbriche di
arredamento, produzione di ceramiche (ad Isola delle
Femmine ha sede lo stabilimento La Musa, noto per le
belle ceramiche artistiche) e di imbarcazioni tipiche
impegnano ugualmente gli isolani, garantendo al comune
un certo benessere.
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